Paolo Villaggio – morto e risorto.

10 Dic

Dal coccodrillo alla bufala il passo è breve. O per lo meno lo è nell’ecosistema chiamato web.

E’ internet a offrire le condizioni ambientali più favorevoli per questo tipo di evoluzione, ed ecco i meccanismi chiave di questa mutazione, che tanto mi fa tornare alla mente i nuovi barbari Baricchiani.

Chiamasi “coccodrillo”, in gergo giornalistico, un necrologio ante mortem, preparato dalle lungimiranti firme, che con Cassandrica certezza, seppur prevedibili doti profetiche, amano portarsi avanti con il lavoro e non farsi trovare impreparati dalla puntualità del mietitore equipaggiato a falce e mantello. Unica regola da rispettare, se non per deontologia professionale per lo meno per buonsenso, o per evitare iettature, la stesura può realizzarsi ante mortem, ma la pubblicazione, non si transige, deve necessariamente aver luogo POST.

Le conseguenze, in caso la regola sia disattesa, sono fondamentalmente una brutta figura, condita da una bella dose di imbarazzo. Le parole che hanno creato scompiglio stavolta sono state queste: “È morto Paolo Villaggio nella sua Genova. L’Italia intera piange il suo Fantozzi, il comico che ha fatto ridere una intera generazione”, e la colpa della figuraccia è stata attribuita niente di meno che al sito internet dell’ansa. Se si sia trattato di una doppia bufala, confezionata ad arte da qualche bontempone annoiato e appassionato di social network, di una notizia non verificata, o di un coccodrillo pubblicato per sbaglio non è dato sapere, ma sono bastati pochi minuti perché l’equivoco si diffondesse nelle lande incontrollabili che costituiscono la rete. Dopotutto basta un miserrimo clic su un “condividi”, un “retweet”, un “reblog”, e, come il più sordido dei pettegolezzi, nel più bucolico dei paesini, la notizia, falsa, vera, inventata, taroccata, ritoccata che sia, diventa di dominio non solo pubblico, ma mondiale .. e d’altronde è questa la magia, e allo stesso tempo il punto debole del web, che si boicotta e si protegge con le sue stesse armi; pochi minuti sono infatti bastati perché la bufala si diffondesse, altrettanto pochi perché alle costole della falsa notizia facesse terra bruciata la sua smentita (pubblicata dall’ansa stessa, che ha raggiunto per telefono l’attore e scrittore genovese). Resta comunque il fantasma di una potenzialità smisurata custodita dal grembo di internet, e viene da chiedersi quali sorti avrebbe una falsa notizia confezionata in maniera leggermente migliore, e con finalità più definite e a lungo termine.

M.G.

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